06.12.2017,  Categoria:  Pubblicazioni , News

Presentato oggi il 3° Rapporto supplementare del Gruppo CRC alle Nazioni Unite, che fa il punto sull'attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

Minori in povertà, accesso ai servizi sanitari per l’infanzia, nidi, tempo pieno, refezione scolastica: il divario nelle condizioni di minori e adolescenti è ampio, specie tra Nord e Sud, con le regioni del Mezzogiorno che registrano il 20,4% di bambini in svantaggio socio-economico (il doppio rispetto alla media nazionale); con la Calabria che ha un tasso di mortalità infantile del 4,7‰ (contro il 3,1‰ nazionale); con Sicilia, Puglia, Campania e Calabria con il più alto numero di bambini che non ha accesso al servizio mensa nella scuola primariae i più elevati tassi di dispersione. Le politiche dell’infanzia in Italia continuano a non essere trattate come una priorità e, in assenza di una visione d’insieme strategica, permangono le diseguaglianze, che si riflettono in primo luogo sulle disparità regionali. A interventi discontinui, talvolta realizzati in risposta a situazioni emergenziali, si sono alternati, tuttavia, anche alcuni segnali incoraggianti sul piano legislativo. È quanto emerge dal 3° Rapporto supplementare del Gruppo CRC, che sarà trasmesso alle Nazione Unite, presentato oggi alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Filomena Albano e della vice-presidente della Commissione parlamentare infanzia Sandra Zampa, promotrice della legge 47/2017 sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati.

"La povertà materiale e la povertà educativa rappresentano due sfide che occorre affrontare prontamente ed efficacemente, a partire dai primi anni di vita. Ai provvedimenti economici a favore delle famiglie è sempre più necessario associare politiche e interventi di supporto alle risorse e alle competenze genitoriali. La consapevolezza dell'importanza dell'investimento nell'infanzia deve andare oltre la ristretta cerchia degli addetti ai lavori per coinvolgere gli amministratori, le comunità e le famiglie" - afferma Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino onlus, ente capofila del capitolo dedicato al supporto alle famiglie.

Comunicato Stampa

 

 

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